Il prezzo dell’emancipazione, chi vive per perderla chi muore per averla

C’è un documentario molto bello, che può essere visto gratuitamente su internet. Si chiama “Il corpo delle donne” ed è stato realizzato da Lorella Zanardo. Una cruda indagine su ciò che oggi si chiede alle donne, su ciò che oggi le donne sono disposte a fare pur di essere ‘accettate’. Ne esce un’assurda inversione di tendenza rispetto alla tanto citata emancipazione femminile, guadagnata con fatica e poi miseramente persa per una comparsata in qualche reality. Mi viene da pensare, allora, a tutte quelle donne che ancora l’emancipazione non sono riuscite a guadagnarla, per motivi culturali o semplicemente per paura. Alla libertà negata a tutte quelle ragazze, come Hina e Sanaa, uccise dai rispettivi padri perché in cerca di una vita all’occidentale, per le quali le madri non hanno versato una lacrima, o Rudina Koni, giovane albanese residente a Villa Rosa di Martin-sicuro, sgozzata dal marito per gelosia. Una tragedia consumatasi a pochi chilometri da noi e forse per questo sentita più vicina. Rudina è stata ammazzata dall’uomo con cui viveva, dal padre dei suoi figli, di 7 e 8 anni. I bambini erano in casa quando il padre, al culmine dell’ennesima lite, ha sferrato il colpo mortale alla donna con un grosso coltello da cucina. Non si sono accorti di nulla. L’uomo poi ha chiamato i carabinieri e si è costituito. Mi viene da pensare che nello stesso paese, in questo momento, convivono due realtà uguali ma completamente opposte: quella delle veline, che hanno tutte le opportunità e le buttano via, scegliendo di essere semplici bambole o peggio oggetti del desiderio, e quella delle donne considerate ancora oggetti che muoiono pur di essere considerate esseri umani. Penso che le ragazze come Hina, Sanaa e Rudina stanno combattendo perché una speranza, un sogno, ancora, ce l’hanno. E non si riduce ad una pagina di calendario.

Nicoletta Tempera


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