Il terremoto è una rottura brusca del fluire pacifico dei giorni che scandiscono il ritmo della nostra quotidianità, una crepa profon da nel tessuto del tempo, un abisso di pau ra, di terrore, di sofferenza che separa per sempre il prima e il dopo. Coinvolge tutti, prima le vittime, gli abitanti della terra che trema, poi anche chi giunge a soccorrerli. Altre scosse danno, a chi è giunto soltanto dopo la catastrofe, almeno l’eco della pro fondità che il terremoto raggiunge nell’ani ma, nel corpo, nella mente dell’uomo che lo prova, mentre basta ascoltare e guarda re per trovare un piano di comune sentire tra tutti gli attori dell’emergenza. Ben venga dunque questo libro, dedicato ai volontari della Provincia di Ascoli Piceno e alle loro esperienze, alla tessera preziosa che hanno costruito in Abruzzo come parte del grande mosaico di ciò che l’Italia intera ha saputo costruire per stare insieme alla gente aqui lana, per dimostrare con fatti di buona vi ta che la tragedia di una popolazione non è confinata nel cratere ma è italiana, per te stimoniare con reti di amicizia che il dolo re accumulato in quelle terre non è lasciato solo a macerare nell’aceto dell’abbandono, per dire, vivendo e tessendo rapporti desti nati a durare, che il futuro d’Abruzzo è an che il nostro futuro.
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